Lucca, definita la “città dalle 100 chiese”, fu una tappa stabile sulla Via Francigena almeno dal 990, anno in cui l’arcivescovo Sigerico di Canterbury registrò l’itinerario verso Roma, includendo le stazioni toscane lungo il percorso. Fin dall’Alto Medioevo la città custodisce il Volto Santo: la tradizione colloca l’arrivo della reliquia al 742, mentre le prime attestazioni documentarie sicure risalgono all’XI secolo. Il culto si consolidò tra XI e XII secolo, quando i flussi di pellegrini verso i santuari italici crebbero e la Francigena divenne un corridoio preferenziale. I vescovi lucchesi, tra XI e XIII secolo, favorirono il passaggio dei viandanti proprio per promuovere la devozione al Volto Santo e integrare la città nelle grandi direttrici europee del pellegrinaggio. 
Lucca offriva anche strutture di accoglienza. L’ospedale dei Pellegrini di San Michele fuori le mura è documentato in età medievale, con attività attestata tra XIII e XIV secolo, in linea con la rete di xenodochi e hospitalia che, tra XI e XIII secolo, punteggiavano gli accessi cittadini. Lungo le vie d’ingresso, le pievi rurali organizzate tra XI e XII secolo fornivano ricovero, assistenza e orientamento liturgico. Questo sistema assistenziale si rafforzò tra il Duecento e il Trecento, quando il traffico lungo la Francigena aumentò e le istituzioni ecclesiastiche e civili coordinarono ospitalità, sicurezza e informazioni per i viandanti.
La cinta muraria rinascimentale, costruita tra il 1504 e il 1645, rimane intatta e leggibile. Per i pellegrini in arrivo tra XVI e XVII secolo, le nuove cortine bastionate e le porte regolavano i flussi e offrivano un filtro di controllo, senza interrompere la continuità d’uso dei varchi già attivi nel Medioevo. Le mura, completate entro la metà del Seicento, definivano un perimetro che organizzava percorsi interni, piazze e accessi alle principali chiese, facilitando l’orientamento verso il Duomo di San Martino e gli altri poli devozionali storici.
Accanto alla dimensione religiosa, tra XII e XIV secolo si affermò l’industria serica lucchese, con manifatture e mercanti capaci di esportare tessuti in diverse città europee. La reputazione delle sete, attestata in documenti due-trecenteschi e consolidata nel XV secolo, richiamava viaggiatori e operatori economici che condividevano con i pellegrini le stesse strade di lunga percorrenza. La Francigena, tra XI e XV secolo, funzionò così come struttura di collegamento per persone, merci e informazioni: nei registri notarili cittadini di età comunale e signorile compaiono contratti, forniture e accordi che riflettono l’intreccio tra mobilità religiosa e scambi commerciali.
Dal punto di vista liturgico, la devozione al Volto Santo si esprimeva anche nelle celebrazioni di settembre: la processione con le luci, divenuta nei secoli successivi una tradizione cittadina stabile, aveva già in età medievale un ruolo di richiamo per i viandanti. Nel calendario urbano tra XII e XIV secolo, feste, fiere e ricorrenze religiose scandivano il tempo del pellegrinaggio, determinando partenze, soste e ripartenze lungo l’asse nord–sud della penisola.
Nel lungo periodo compreso tra l’XI e il XVII secolo, Lucca consolidò quindi una vocazione al transito organizzato: chiese parrocchiali, confraternite e ospedali operarono in sinergia con il governo cittadino per garantire servizi e sicurezza. La città, documentata come tappa sulla Francigena almeno dal 990, conobbe nel XII–XIV secolo la massima intensità dei flussi religiosi e mercantili; nel Cinquecento e Seicento completò l’assetto difensivo con le nuove mura, mantenendo continuità d’uso delle direttrici di accesso.
Oggi, nel XXI secolo, il percorso storico resta leggibile: il Duomo riorganizzato tra XI e XIII secolo custodisce la reliquia, il labirinto medievale sopravvive sul portico, le strutture assistenziali medievali sono documentate nelle fonti e la grande cerchia muraria rinascimentale (1504–1645) conserva l’impianto urbano che per secoli accolse pellegrini e mercanti lungo la strada Francigena.
Una breve bibliografia essenziale per approfondire il tema (seta, pellegrinaggi/assistenza, assetto urbano-difensivo):
- Ignazio del Punta, Maria Ludovica Rosati, Lucca una città di seta. Produzione, commercio e diffusione dei tessuti lucchesi nel tardo Medioevo, Pacini Fazzi, 2017.
- Christine Meek, “Laboreria Sete: Design and Production of Lucchese Silks in the Late Fourteenth and Early Fifteenth Centuries”, in Medieval Clothing and Textiles, Boydell & Brewer, 2011.
- Sergio Tognetti, “I drappi di seta”, in Commercio e cultura mercantile, 2007 (PDF open access).
- La Via Francigena in Toscana (sito ufficiale regionale, quadro storico e tappe).
- Biblioteca della Toscana “P. Leopoldo”, La Via Francigena in Toscana: bibliografia (dossier, 2021).
- Voce Treccani “Pellegrinaggio” (contestualizza il ruolo di Lucca/Volto Santo lungo la Francigena).
-Voce Treccani “Ospedale” (Ordine di S. Jacopo d’Altopascio e rete assistenziale lungo la Francigena).
- Comune di Lucca, Le Mura di Lucca, un parco urbano (sintesi storico-tecnica: costruzione tra XVI e XVII secolo).
- G. Ciampoltrini (a cura di), Le mura e il palazzo. Lucca fra Cinquecento e Seicento: un itinerario archeologico, I Segni dell’Auser, 2015.
Due immagini elaborate con l'aiuto dell'IA.
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