La Tanella di Pitagora

La Tanella di Pitagora, situata a Cortona, Arezzo in Toscana, è una tomba etrusca che unisce storia, mistero e bellezza naturale. Il suo nome affascinante deriva da un malinteso storico: un’antica confusione tra Cortona e Crotone, città della Magna Grecia dove visse il celebre filosofo Pitagora. Questo errore portò, nei secoli passati, a credere erroneamente che la Tanella fosse il luogo di sepoltura del filosofo, creando un legame suggestivo ma infondato. In realtà, la Tanella è un esempio straordinario dell'architettura funeraria etrusca del II secolo a.C..
Non sappiamo con certezza quando la tomba fu scoperta, ma il primo a darne notizia fu Giorgio Vasari, che ebbe modo di osservarla nel 1566. Fu solo nel XVII secolo che venne chiarito come la Tanella non avesse nulla a che fare con Pitagora, ma fosse invece una tomba etrusca. Nei secoli successivi, il monumento visse vicende alterne: nel 1808, durante il passaggio delle truppe napoleoniche attraverso il territorio cortonese, la tomba subì gravi danni, aggravando la sua già precaria conservazione. Nel corso dell’Ottocento vennero ritrovati diversi reperti, tra cui un cippo funerario costituito da un parallelepipedo sormontato da una sfera, il coperchio inscritto di un’urna cineraria e frammenti di vasi, probabilmente olle di fattura molto semplice.
Tra il 1918 e il 1924, la Tanella fu oggetto di un importante restauro che contribuì a preservarne la struttura, seriamente compromessa. Nel 1929, grazie alla generosità della contessa Maria Laparelli Pitti, proprietaria del terreno su cui si trovava il monumento, la tomba fu donata all’Accademia Etrusca di Cortona, che tuttora ne detiene la proprietà. La Tanella rappresenta un esempio raffinato di architettura funeraria etrusca. Costruita in pietra arenaria, la sua struttura consiste in una camera funeraria sopraelevata su un basamento, racchiusa da un tamburo circolare e con una copertura a volta. La porta d’accesso, originariamente chiusa con due battenti, conduce attraverso un breve dromos trapezoidale alla camera funeraria interna (di 2,60 x 2,05 metri).

L’interno è arricchito da nicchie, utilizzate per ospitare le urne funerarie: tre sono visibili sulla parete destra, una sulla sinistra – conservata solo per un’altezza parziale – e due sulla parete di fondo, disposte una sopra l’altra. La nicchia superiore, di dimensioni maggiori e arrotondata in corrispondenza con la parte sommitale della tomba, potrebbe aver ospitato le ceneri del capostipite della famiglia.
La copertura della camera funeraria era realizzata con una volta composta da cinque monoliti di pietra, di cui oggi ne restano tre, oltre a due lunette posizionate sui lati brevi. Originariamente, il monumento era sormontato da un tumulo di terra con un segnacolo visibile, completando così la sua funzione simbolica e commemorativa.

Tra i ritrovamenti più significativi nell’area della tomba vi è il coperchio di un’urna cineraria iscritta con la dicitura: “v: cusu: cr: l: apa petrual: clan”. L’iscrizione attesta che la tomba appartenne alla gens Cusu, un’importante famiglia aristocratica etrusca frequentemente menzionata nei documenti storici del territorio cortonese, inclusa la famosa Tabula Cortonensis, una delle iscrizioni etrusche più rilevanti mai rinvenute. Questo legame evidenzia la centralità della Tanella all’interno della rete sociale e politica della Cortona etrusca.


 

Oltre al valore archeologico, la Tanella si distingue per il contesto paesaggistico che la circonda. Immersa tra cipressi e ulivi, offre un’esperienza unica che fonde la suggestione della storia con la quiete della natura. Fa parte del Parco Archeologico di Cortona, che include numerosi altri siti di interesse, come tumuli, necropoli e resti di antiche mura. Per chi desidera approfondire la conoscenza della civiltà etrusca, il MAEC (Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona) rappresenta una tappa obbligata. Il museo conserva reperti di grande valore e fornisce informazioni utili per visitare la Tanella e gli altri siti del parco.



Oggi, la Tanella di Pitagora è un simbolo di storia e resilienza, capace di raccontare non solo le vicende degli etruschi ma anche quelle dei secoli successivi, tra restauri e leggende. Visitare questo luogo significa immergersi nel passato, scoprendo non solo le radici di una civiltà straordinaria, ma anche la bellezza senza tempo della Toscana.

 

 

Bibliografia:
- Mario Torelli, Etruria: Storia e Archeologia, Laterza, Roma, 2010.
- Giovannangelo Camporeale, Gli Etruschi: Storia e Civiltà, Mondadori, Milano, 2012.
- L. Banti, Introduzione allo studio degli Etruschi, Sansoni, Firenze, 1980.

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