La strada si estende da Via Romana fino a Piazza Torquato Tasso. Lungo il suo percorso, si incontrano Via delle Caldaie e Via de' Serragli, dove, sul lato del convento di Santa Elisabetta delle Convertite, si trova il Canto alla Cornacchia. Il primo tratto della strada, fino a Via de' Serragli, era noto come Via San Giovanni, il secondo come Via San Benedetto, e infine come Via della Pergola. Il nome attuale, sotto il quale la strada è stata unificata, probabilmente ricorda gli orti e le terre di proprietà dei Camaldolesi del vicino monastero di San Salvatore in piazza Torquato Tasso. La strada conserva un carattere residenziale popolare, con traffico veicolare limitato, e molti edifici ornati da stemmi e pietrini che richiamano proprietà di istituti religiosi. Va notato che, oltre a quelli segnalati in questo repertorio, altri edifici presentano contrassegni ormai erosi e illeggibili.
Bibliografia:
- G. Richa, Notizie Istoriche delle Chiese Fiorentine, Edizioni Polistampa, Firenze, 2004.
- F. Bargellini, Le Strade di Firenze, Bonechi Editore, Firenze, 1977.
- E. Repetti, Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, Giunti Editore, Firenze, 1998.
- M. Marini, Firenze Scomparsa, Edizioni Pagliai, Firenze, 2011.
- L. Ginori Lisci, I Palazzi di Firenze nella Storia e nell'Arte, Sansoni Editore, Firenze, 1972.

Un'antica strada di Firenze con una storia e nomi che riflettono il suo passato.
Una via nel centro di Firenze, originariamente "via della Badessa," assume il nome attuale nel 1862.
Dalla Farmacia del Moro a Giuseppe Dolfi, dalla Locanda dell’Agnolo all’Osservatorio Ximeniano.
Umberto Eco, parafrasando Samuel Johnson , scrisse una volta che “la letteratura locale e la memorialistica sono l'ultimo rifugio delle canagli