L'affresco "La Madonna del Parto" di Piero della Francesca, conservato a Monterchi, Arezzo, è un'opera straordinaria del Rinascimento che esplora temi della maternità e della divinità attraverso un simbolismo ricco e dettagliato. Realizzato intorno al 1455-1465, il dipinto era originariamente situato nella chiesa di Santa Maria di Momentana, utilizzata per le preghiere delle donne in gravidanza.
Il dipinto rappresenta la Madonna in piedi, vestita con un mantello aperto che rivela un ventre prominente, simbolo della sua gravidanza avanzata. Accompagnata da due angeli che tengono aperto un drappo dietro di lei, la scena è ambientata sotto un baldacchino che simboleggia protezione e santità. La Vergine è ritratta con un'espressione contemplativa e dignitosa, mentre i colori dei mantelli degli angeli—verde e bruno vinaccia—rimandano alle stagioni di primavera e autunno, rafforzando l'idea di ciclicità e rinascita.
Interpretazioni storiche suggeriscono che il baldacchino potrebbe rappresentare l'Arca dell'Alleanza o il tabernacolo eucaristico, facendo della Vergine una figura centrale non solo nella narrativa cristiana ma anche come simbolo eucaristico del corpo di Cristo. Altre letture vedono nell'affresco una connessione con la cosmologia rinascimentale, che univa concetti di astronomia, astrologia, geometria e geografia, legando l'opera a una visione più ampia dell'universo e del ruolo dell'umanità e del divino al suo interno.
Il motivo esterno del drappo, decorato con melograni, allude alla fertilità e alla nobiltà, mentre l'interno trapuntato enfatizza il conforto e la protezione. Questi elementi, insieme alla composizione simmetrica e armoniosa del dipinto, creano un'opera che è allo stesso tempo un'icona devozionale e un capolavoro di studi visivi e teologici, testimoniando la profondità intellettuale e artistica di Piero della Francesca.
Il tritticoè un'opera d'arte sacra del 1333, con ante richiudibili, raffigurante la Madonna, San Giovanni, San Nicola e gli apostoli
Il dipinto di Botticelli è drammatico e religioso, influenzato da Savonarola, con contrasti di luce e ombra, con una forte nota di classicismo.
L'opera è stata attribuita alla scuola di Giotto, mostra delicatezza e semplicità stilistica, influenzando la scuola locale.
La pala venne commissionata, secondo Vasari, da Lucrezia Tornabuoni per una cella del monastero di Camaldoli.