Senza lilleri... la toscana spiegata in una risata

Senza lilleri non si lallera: la filosofia toscana spiegata in una risata.

Ci sono regioni in cui le grandi verità vengono spiegate con lunghi discorsi. E poi c’è la Toscana, dove basta una frase secca, sonora e pure un po’ canzonatoria: “Senza lilleri non si lallera.” È uno di quei detti che sembrano nati apposta per essere pronunciati con un sopracciglio alzato e il caffè in mano. Il senso, in fondo, è chiarissimo: senza soldi, c’è poco da fare i fenomeni. La Crusca, nel Vocabolario Fiorentino, registra infatti “lilleri” come i soldi e spiega il detto nel senso di “senza soldi non si può spendere”. Anche “lallero” in italiano richiama un’aria spensierata, di allegria un po’ cantata e un po’ sbracata.

Ma il bello del proverbio non è solo quello che dice: è come lo dice. Perché “non ci sono abbastanza risorse economiche per sostenere questa iniziativa” sarà pure corretto, ma non farà mai lo stesso effetto di un toscanissimo “via, senza lilleri non si lallera”. Nel giro di cinque parole ti passa davanti tutta una scena: l’amico che propone il weekend improvvisato, quello che sogna la cena di pesce, l’altro che dice “si va lo stesso”, e poi arriva lui, il realista del gruppo, a rimettere tutti in fila con l’eleganza brutale della saggezza popolare. Ed è qui che si riconosce il genio toscano: prendere una banalità universale i soldi servono e trasformarla in una formula perfetta, ironica, musicale e leggermente pungente. Non è solo un proverbio sul portafoglio: è una lezione di stile. Ti dice di stare coi piedi per terra, ma senza fare il predicozzo. Ti riporta alla realtà, però facendoti sorridere. In Toscana, del resto, i proverbi hanno spesso proprio questo tono: pratico, arguto, un po’ dissacrante. Più che massime da incidere sul marmo, sono colpi di fioretto da bar, mercato e tavolata, dove la saggezza popolare non ama mettersi in posa ma arrivare dritta al punto.
Insomma, “senza lilleri non si lallera” non è solo un modo di dire. È una piccola filosofia di vita: prima si guarda nel portafoglio, poi eventualmente si sogna. E se il sogno costa troppo, poco male: ci si ride sopra. Che forse, a ben vedere, è il lusso più toscano di tutti.

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