Silvano Campeggi, detto Nano (1923-2018): un maestro dell’arte e del cinema.
Silvano Campeggi nacque a Firenze il 23 gennaio 1923 e vi morì il 29 agosto 2018. La sua carriera si distinse per il contributo alla cartellonistica cinematografica dell’età d’oro di Hollywood (1945-1970), che lo rese uno dei più importanti grafici nella storia del cinema americano. Figlio di un tipografo, Campeggi fu introdotto alla grafica e al design sin da giovane, frequentando l'Istituto d'Arte di Porta Romana a Firenze. Qui studiò sotto la guida di maestri del calibro di Ottone Rosai e Ardengo Soffici, che influenzarono profondamente il suo stile. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, venne incaricato dalla Croce Rossa Americana di dipingere ritratti di soldati prossimi al congedo. Questo lavoro lo mise in contatto con la cultura statunitense, aprendo la strada alla sua futura collaborazione con le grandi case di produzione di Hollywood.
Hollywood
Nel 1946, Campeggi realizzò il suo primo manifesto cinematografico per il film Aquila nera di Riccardo Freda. Poco tempo dopo, attirò l’attenzione della Metro-Goldwyn-Mayer (MGM), che gli commissionò il manifesto del celebre film Via col vento. Da quel momento, Nano lavorò per alcune delle più importanti case cinematografiche, come Warner Brothers, Paramount, Universal, Columbia Pictures, United Artists, RKO e Twentieth Century Fox, firmando oltre 3000 manifesti.
Tra le sue opere più iconiche si annoverano:
- Casablanca
- Cantando sotto la pioggia
- Un americano a Parigi
- West Side Story
- La gatta sul tetto che scotta
- Vincitori e vinti
- Exodus
- Colazione da Tiffany
Alcune delle immagini da lui create sono entrate nell’immaginario collettivo, come i quattro cavalli bianchi su sfondo rosso di Ben-Hur e il volto di Leslie Caron utilizzato come puntino sulla lettera "I" del titolo Gigi. Quest’ultima immagine appare anche sulla copertina dell’album Ummagumma dei Pink Floyd.
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